Orientamento

Home

Si sente spesso dire da persone poco informate che oggi laurearsi non serve a nulla perché i laureati restano disoccupati. É falso.

I dati mostrano che il tasso di occupazione dei laureati è superiore a quello delle persone in possesso di titoli di studio inferiori e che i primi trovano lavoro in tempi più brevi rispetto ai secondi. Questo fenomeno viene attribuito al sempre più intenso processo di cambiamento tecnologico e alla crescente divisione del lavoro, che comportano un progressivo slittamento della domanda verso personale a più alta qualificazione professionale. In ogni caso, il vantaggio che deriva dalla laurea risulta soprattutto nel medio-lungo termine di una vita professionale.

Secondo il XV Rapporto (2013) del Consorzio Interuniversitario ALMALAUREA sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto oltre 400mila laureati post-riforma di tutti i 64 atenei
aderenti al Consorzio: "Fonti ufficiali (ISTAT e OECD) ci dicono che, fino ad oggi, nell’intero arco della vita lavorativa, in Italia, i laureati hanno presentato un tasso di occupazione di oltre 12 punti percentuali maggiore rispetto ai diplomati (76,6 contro 64,2%). Le medesime fonti confermano che anche la retribuzione ha premiato i titoli di studio superiori: fra i 25-64enni risulta più elevata del 50% rispetto a quella percepita dai diplomati di scuola secondaria superiore". Le statistiche elaborate dai curatori del Rapporto ci dicono anche che a 5 anni di distanza dalla laurea, i laureati di secondo livello del gruppo disciplinare economico-statistico risultano occupati nel 93,6% dei casi, con un guadagno mensile netto di 1.603 euro.

Consolidare il processo di riforma del sistema universitario, dunque, incoraggiare i giovani a investire in formazione, promuovere la cultura della valutazione, migliorare l’interazione fra università e mondo della produzione, ridefinire l’offerta formativa per chi è già stabilmente inserito nel mercato del lavoro potranno sembrare obiettivi più difficili rispetto ad alcuni anni fa, specie alla luce dell’incertezza che caratterizza il futuro, ma costituiscono priorità irrinunciabili.

:: XV indagine AlmaLaurea (2013) - Condizione occupazionale dei laureati