LETTERA ERASMUS
February 2009
Mi è stato chiesto di scrivere una lettera indirizzata a tutti gli studenti che, come me, vorrebbero vivere l'esperienza Erasmus e di descriverne le sensazioni, gli stati d'animo, le incertezze ed i dubbi.
Ebbene, di lettere di questo tipo ne potrete trovare alcune sul sito della facoltà, scritte da ragazzi che hanno già vissuto tale "avventura" e che raccontano, al loro ritorno, l'esperienza da loro sperimentata; nel mio caso, però, il discorso è leggermente differente: io, proprio come voi, devo ancora intraprendere il mio viaggio e vorrei descrivere a voi, per quanto possibile, quei pensieri e ragionamenti che mi hanno portato a desiderare fortemente di poter vivere questa opportunità.
Io sono, per carattere, una persona che ama particolarmente viaggiare, che lo ha sempre fatto e sempre lo farà...mi piace visitare posti nuovi, conoscere persone di cultura diversa dalla mia, sperimentare cose mai sperimentate prima: se visito un Paese straniero non vado a mangiare al ristorante italiano, ma voglio proprio mangiare i cibi tipici del luogo; non faccio il solito tour delle principali opere artistiche, ma vivo la città e la scopro passo per passo, senza fretta, senza sentirmi obbligato a farlo; se non conosco la lingua non mi esprimo a gesti, ma desidero proprio imparare nuovo parole e la loro pronuncia. Normalmente noi tutti possiamo partire per un viaggio in un Paese Europeo o Extraeuropeo, ma meno spesso abbiamo la fortuna di poterci restare abbastanza da essere in grado di affermare di aver vissuto in quel posto.
Il programma Erasmus mi è sembrato il modo ideale per poter ovviare a questo "inconveniente", poichè, come ben sapete, esso offre l'occasione di poter trascorrere un periodo di tempo non indifferente in un Paese straniero senza dover rinunciare allo studio.
Prima di decidere di compilare la richiesta di partecipazione all'Erasmus, ho riflettuto a lungo su quali potrebbero essere i pro e i contro che questa decisione comporta.
Tra gli aspetti negativi c'è senz'altro la difficoltà, per molti, di sostenere gli esami in una lingua che non sia la nostra: ciò comporta una discreta dose di pazienza, ma soprattutto una grande forza di volontà e determinazione; poi c'è sicuramente da calcolare che probabilmente, facendo l'Erasmus, la carriera universitaria potrebbe essere influenzata negativamente: i casi peggiori che potrebbero capitare sono, credo, che essa ne risulti rallentata o potrebbe accadere che si perda la voglia di studiare; un altro punto a sfavore della decisione di partire sarebbe che, una volta partiti, ci si ritrova relativamente soli: si devono affrontare problemi che prima venivano risolti per noi da quelcun'altro, si sta lontani dalla propria famiglia e dai propri amici per un tempo più o meno considerevole e bisogna creare da zero (cosa non sempre facile) nuove amicizie.
Questi credo siano le argomentazioni che, se prevalessero in qualcuno di voi, dovrebbero farvi decidere di non partire.
Esistono però anche i Pro!
A mio parere il problema di una lingua straniera non è da sottovalutare, ma può essere affrontato e superato facendo ricorso alla determinazione, alla forza di volontà, come ho già detto. Imparare una lingua nuova non soltanto arricchisce il nostro bagaglio culturale, ma risulta anche affascinante e divertente; poi esiste sicuramente l'eventualità che la carriera universitaria rallenti e che quindi occorra più tempo per laurearsi: questo va tenuto molto in considerazione, poichè per alcuni ciò potrebbe essere un grande problema, ma per altri (come me) c'è da considerare anche il fatto che un'esperienza come l'Erasmus ti dà molto di più di quanto un intero anno di studio (o magari di più!) potrà mai offrirti...Un'esperienza così io non la cambierei con (quasi) niente al mondo; e naturalmente, una volta nel Paese da noi scelto come meta Erasmus, saremo un pò soli...Anzi, la parola giusta che userei è indipendenti...Il senso di libertà che si prova in situazioni del genere è incredibile: di certo non mancheranno le difficoltà, che dovremo affrontare ora per conto nostro, ma queste ci aiuteranno a crescere, ad imparare, ad essere padroni veramente di noi stessi e a dover render conto solo a noi stessi delle nostre azioni...in breve, credo che l'Erasmus (o un'esperienza comunque simile) sia anche un "corso per imparare ad essere responsabili".
Per quanto mi riguarda, i pro superano di gran lunga i contro, così come io li ho individuati (è sempre una lista personale; altri di voi ne avranno forse una diversa o più ricca), ed è proprio per questo che desidero ardentemente intraprendere questa avventura che, sono sicuro, saprà darmi tanto.
Spero che il mio intervento aiuti qualcuno di voi ad avere le idee più chiare; l'unico consiglio che posso darvi è di riflettere per individuare i vostri pro e contro ed infine decidere egoisticamente, cioè ciò che sarebbe meglio per VOI!
Per concludere devo sicuramente ringraziare per l'aiuto e il supporto tutto l'ufficio Erasmus di Ateneo, quello della nostra Facoltà ed in particolare la Sig.ra Susanna Petrini, della quale sono ormai diventato l'incubo peggiore (
) e che ho letteralmente sommerso di domande e di richieste, ma dalla quale ho sempre ricevuto risposte esaurienti e tutto l'aiuto che potevo desiderare (so di essere petulante, ma lo divento quando è in gioco una cosa molto importante per me).
Grazie a tutti,
Giacomo Preziosi